Ci sono abitudini che ti trascini dietro fin da piccola, alcune apprese giorno dopo giorno dai genitori o dalla famiglia, altre acquisite in autonomia e diventate poi parte della routine.

È così che, ad esempio, verso l’adolescenza ho cominciato senza una ragione apparente a dormire scalza e adesso rabbrividisco all’idea dei miei piedi imbrigliati nei calzini sotto le lenzuola, così come da qualche anno ho cominciato a dormire senza i pantaloni del pigiama e penso che potrei morire se mi infilassi nel letto con le gambe rivestite da qualcosa di somigliante ad un qualunque paio di pantaloni.

C’è però un’abitudine che ho assimilato nel quotidiano della casa che mi ha vista crescere e della quale proprio non so fare a meno: la sensazione di libertà che si prova togliendosi le scarpe appena entrati in casa.

È più forte di me, varco la soglia e mi dirigo subito alla scarpiera, prima ancora di essermi tolta la giacca o di averla tolta perlomeno al Nic (sono un mostro, lo so!), e la mia stessa abitudine ha contagiato mio marito e sta già consolidandosi in Niccolò che, spesso, cerca da solo di togliersi le scarpe nelle immediate vicinanze dell’ingresso di casa.

Tuttavia questa abitudine è accompagnata da un’altra ad essa strettamente collegata.

Io non sono capace di girare in casa scalza (mio marito lo era, ma l’ho sedotto con il sensuale potere della ciabattina) ma sopporto a fatica di indossare ciabatte rigide, strutturate o ingombranti.

Insomma, ve lo confesso, le uniche ciabatte che sopporto di indossare sono quelle fornite in dotazione in alcuni alberghi.

Capite però che mi trovo di fronte a tre problemi: il primo è l’imbarazzo di mostrarmi al corriere, agli ospiti inattesi o ai vicini di casa indossando le ciabatte dell’albergo, che poi sembra pure che voglio fare la snob per far vedere dove sono stata a dormire in vacanza; il secondo è che sono ciabattine facilmente usurabili e dunque di breve durata e faccio fatica a star dietro alle forniture non essendo un’aristocratica avvezza ai soggiorni deluxe; il terzo è che le ciabattine non te le forniscono proprio tutti e di solito gli hotel che te le danno non costano meno di un rene o un pezzettino di fegato, ergo la reperibilità è un gran casino.

Dunque, in casa si gira comodi ma con la ciabattina, che però è un dramma trovare facilmente in giro.

Ed è quindi qui che io mi illumino, quando Instagram mi mostra tra i popular la pagina di CP Slippers, ci faccio un giro e trovo la soluzione alla mia ossessione paranoica.

Una soluzione, tra l’altro, a misura di famiglia: per me, per mio marito e per il Nic che sembra Dobby l’elfo di Harry Potter.

Siamo tutti felici, comodi e contenti. 

E, quasi quasi, adesso le proponiamo anche ai nostri ospiti! (scherzo!)

[Le CP Slippers sono pantofole in 100% pelle scamosciata realizzate a mano in Spagna. Hanno la particolarità di essere estremamente semplici poiché costituite da un unico ritaglio di pelle, privo di suola, piegato e richiuso con un’unica cucitura e donano dunque la sensazione di camminare scalzi. Lasciano il piede asciutto in estate e caldo in inverno, e se ve lo dico io che ho la circolazione di uno gnu potete crederci!].

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