Alla fine ci sono cascata. Come una pera cotta.

Pressioni su pressioni, soprattutto da chi ti trovi nel letto la mattina appena sveglia e a cui dai il bacio della buonanotte prima di dormire: tuo marito. “Dai, secondo me dovresti! Dopotutto, il tempo ce l’hai e la fantasia non ti manca!” (Sulla fantasia sono d’accordo, sul tempo avrei da dire giusto due cosine piccole piccole, ma lascio correre).

Poi ci sono le tue adorabili followers di Instagram: non puoi certo deluderle.

Poi ci sono le tue amiche mamme, che non farebbero mai quello che fai tu, ma che ti vogliono un bene dell’anima.

E poi, alla fine, c’è tua mamma: secondo lei Internet è il demonio, e la malaugurata idea che tu possa anche solo immaginare di aprire un blog non la fa dormire la notte, la distrugge. E allora, solo allora, capisci che è la cosa giusta da fare.

Apriamo questo blog.

Vi dico solo che ci ho messo un minuto, massimo due, per aprirlo (adesso ho capito perché lo fanno tutti). 37 minuti, invece, per scegliere il nome. 37 minuti per scegliere questa cagata di nome.

Insolitamente Mamma: di una banalità disarmante. Mi viene la pelle d’oca. Ma perché?! Io avevo scelto Madre Atipica, ma mio marito me l’ha bocciato a tempo di record. Beh, capirai! Invece Insolitamente Mamma è talmente innovativo che a Cologno Monzese stanno già pensando di comprarmi i diritti e di farci un film.

Spero davvero di riuscire nel mio intento: donare una briciola di ironia alle mie meravigliose followers e terrorizzare le future mamme sui cataclismi che le aspettano.

Vi faccio tanti auguri di Buon Anno!

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