Sei troppo grande, è ora di togliere il ciuccio! Dallo a me!” è una frase che chiunque sia mamma ha sentito dire al proprio figlio, di solito da famigliari o amici e talvolta anche da perfetti estranei.

Niccolò ha poco più di due anni, ma io non ho nessuna intenzione di forzarlo ad abbandonare il ciuccio perché trovo che (nel suo caso) sia una dolce coccola che non ha alcun motivo di essere accantonata.

Parliamo di momenti specifici, come quello della nanna o della consolazione dopo una caduta.

Forse mi sto rendendo conto dei profondi cambiamenti e degli incredibili progressi che si stanno palesando in lui ed il ciuccio mi sembra un modo per ancorarlo ad una fase della sua vita alla quale non sono ancora pronta a dire addio.

ciuccio-philips-avent

Niccolò sta crescendo alla velocità della luce e la tenerezza del suo viso quando la sera, sul divano, mi chiede il ciuccio e si siede accanto a me per abbracciarmi, è un momento di amore tutto nostro.

Ovviamente di ciucci, sotto il nostro tetto, ne sono passati a fiumi.

Il ciuccio nella culla, quello nel passeggino, quello nel lettino, quello in cucina, quello immancabile nella borsetta, quello sulla mia macchina e su quella di mio marito, quelli dalla nonna (ripetere lo schema sopra) e quelli di scorta, perché si sa che le case sono piene di ciucci spariti in inspiegabili e misteriosi buchi neri e mai più ritrovati.

Adesso, per seguire la crescita e lo sviluppo del palato e dei dentini che ormai sono cesoie, ci siamo orientati sui Succhietti Airflow di Philips Avent 18+, perché sono da sempre sinonimo di garanzia e sicurezza e perché sono molto resistenti, studiati con una tettarella anatomica e simmetrica a prova di dentini. Inoltre sono dotati di un flusso d’aria extra studiato per garantire un’elevata traspirabilità e dunque una maggior delicatezza sulla pelle. Ultimo punto, ma forse uno dei più amati da noi mamme, è la presenza del cappuccio igienico che assicura un ciuccio pulito in qualsiasi momento.

succhietto-18-philips-avent

Discorso analogo vale per la tazza.

Per Niccolò avere una tazza tutta sua è molto importante, ma quella a beccuccio di Philips Avent che usavamo priva cominciava ad annoiarlo ed inoltre è ormai da moltissimo tempo che vuole bere dal bicchiere “come i grandi”, cosa però alquanto problematica per la quantità di acqua che ogni volta finisce irrimediabilmente sui vestiti: è più quella che si rovescia addosso che quella che alla fine riesce a bere, per poi dirmi “Mamma, sciono tutto baiato“.

Così l’ho accontentato con una bellissima “tazza dei grandi” che sfodera in continuazione e con orgoglio davanti a chiunque, esibendola in modo plateale ed affermando ad alta voce che “la tazza dei gaaandiiii, ho la tazza dei gaaandiiii!“: è, appunto, la Tazza per Grandi di Philips Avent.

tazza-philips-avent

Si tratta di una tazza dotata di comodi manici e valvola antigoccia dalla quale il bambino può bere in tutta serenità senza la preoccupazione che possa lavarsi dalla testa ai piedi.

tazza-bambino-philips-avent

La novità sta nella valvola ad attivazione labiale che stimola il bambino a bere dai bordi, unico punto da cui esce l’acqua con la sola e leggera pressione delle labbra, invitandolo quindi a bere proprio come fanno i grandi.

tazza-grandi-philips-avent

tazza-per-grandi-philips-avent

Si tratta di una perfetta transizione dal biberon (o dalla tazza a beccuccio) al bicchiere, al quale onestamente non mi sembra ancora pronto nonostante la curiosità e l’interesse siano notevoli.

E poi, anche in questo caso, si tratta di un cambiamento al quale non sono pronta nemmeno io, come mamma.

Troppo spesso, da genitori, ci si concentra sui progressi e si cerca di bruciare le tappe, un po’ per orgoglio personale e un po’ perché non si vede l’ora di vedere il proprio bambino crescere e diventare autonomo nei piccoli gesti e nelle tenere conquiste quotidiane.

Io, no.

Io, in quei ripetitivi e a volte stressanti “Mamma, dammi il ciuccio! Mamma, dammi la tazza!” ci vedo il mio piccolo e dolce bambino bisognoso della sua mamma.

E non ci voglio rinunciare.

Proprio no.

Almeno finché posso.

Perché ciuccio e tazza non sono un vizio, come continueremo a sentirci dire da chiunque fino alla fine dei tempi, ma una dolce coccola quotidiana e, quando sarà il momento, sarà Niccolò a decidere di essere diventato grande e di volervi rinunciare.

Lui, e nessun altro.

Lasciate che i bambini siano felici a modo loro, non esiste modo migliore” – (Dr. Johnson)

Post in collaborazione con Philips Avent. I prodotti menzionati mi sono stati inviati gratuitamente e sono stati descritti sulla base della mia personale e sincera esperienza.

Condividi: