Come molti di voi sanno, la scorsa settimana sono stata invitata ad un aperitivo nell’incontrastato regno dei nerd nonché nel paradiso sognato almeno una volta da qualsiasi lavoratore sano di mente: la sede di Google Italia.

Di solito i film tendono a sovradimensionare gli aspetti positivi e/o negativi di qualsiasi cosa, ma posso garantirvi che la realtà di Google poco si discosta da quella del film “Gli Stagisti” con Owen Wilson e Vince Vaughn, ambientato proprio nella sede americana di Google: una figata pazzesca!

Vi dico solo che alcuni dipendenti sono passati davanti ai miei occhi in compagnia dei propri cani, e non aggiungo altro.

Il tema dell’interessante incontro, tenuto dalla Senior Engineering Program Manager del team Security&Privacy di Google, una splendida ragazza di nome Caitlin Pantos, era quello della sicurezza nell’infinito universo del web e, non a caso, l’invito era rivolto alle mamme.

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Sfido qualsiasi genitore a non avere il minimo timore al pensiero del proprio figlio che naviga in rete, con tutte quello che si sente in giro e con tutto quello che capita quotidianamente anche a noi, pur con tutte le accortezze del caso: malware, virus, furti di informazioni e dati sensibili, pedopornografia e quant’altro.

Tanto per citare un dato, ogni secondo su internet si verificano 32 violazioni di dati, ovvero 115.200 ogni ora, 2.764.800 ogni santo giorno.

E allora che cosa possiamo fare per navigare sicuri e proteggere i nostri dati?

Anzitutto occorre utilizzare password sicure che, credetemi, non è un suggerimento così scontato. Lo sapevate che occorrono solo 10 minuti per hackerare una password di 6 caratteri in minuscolo e ben 44.530 anni per fare altrettanto con una di 9 caratteri composta da maiuscole, minuscole, numeri e simboli? Per cui, se la vostra password attuale è “silvia”, forse è meglio che usiate la fantasia, aguzziate l’ingegno e la modifichiate in qualcosa come “Silvia09!”.

Un altro importante consiglio è quello di aggiornare le impostazioni di privacy con il “Controllo Privacy” messo a disposizione da Google.

Registrando il vostro account in Google potete inoltre, alla voce “Account Personale”, fare davvero tantissime cose tra cui: gestire le impostazioni di visibilità, attivare e disattivare la cronologia di ricerca e dei luoghi visitati e, udite udite, utilizzare la funzione “Trova il tuo telefono” non solo per localizzare il vostro smartphone in caso di smarrimento, ma anche per bloccarlo, chiamarlo al massimo del volume della suoneria anche se lo avevate messo in modalità silezioso, mettere al sicuro gli account presenti sul telefono e lasciare sul display un numero da richiamare. La precisione di localizzazione ha un raggio di circa 9 metri, incredibile!

Per navigare sicuri sul web insieme alla famiglia, invece, avete a disposizione alcuni strumenti tra cui:

  • Safe Search per impedire la visualizzazione di immagini inappropriate;
  • Creare un account utente supervisionato in Google Chrome per poter controllare quali siti sono stati visitati, bloccare siti web specifici, impedire di installare applicazioni e molto altro;
  • Utilizzare il controllo Genitori per limitare i contenuti scaricabili o acquistabili sul vostro telefono, nel caso in cui fosse in uso anche ai vostri figli;
  • Attivare l’autenticazione per evitare acquisti accidentali di contenuti;
  • Navigare in incognito per impedire che i vostri figli, attraverso la cronologia salvata, possano accedere a siti non idonei (ad esempio se vostro marito si guarda i pornazzi di nascosto);
  • Attivare la Modalità di protezione per non visualizzare contenuti per adulti o soggetti a limite di età.

Tanto per raccontare un “divertente” aneddoto personale, la scorsa settimana la zia di mio marito mi ha chiamata allarmatissima perché qualcuno aveva appena pubblicato un video porno sulla pagina Facebook del suo negozio di articoli per la casa. Ovviamente, curiosa come sono, ho subito cercato la pagina incriminata e credetemi che lo spettacolo era sconcertante, considerato anche che il fermo immagine di copertina del video era qualcosa che avrebbe messo in imbarazzo anche il Roccone nazionale.

Voci di corridoio riferiscono che il giorno successivo, il negozio, era saturo di donne alla ricerca del vibratore visto la sera prima nello “spot” sulla pagina Facebook.

Poteri e misfatti di Internet.

Io, nel dubbio, ho appena cambiato tutte le mie password.

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