Sono giorni strani, questi.

Mi dico che è la primavera, che rende tutti pazzerelli e anche un po’ scazzati, e mi dico anche che probabilmente è una situazione che accomuna bene o male tutti quanti, questa cosa del cambio di stagione che ci rincoglionisce e ci shakera l’animo fino a lasciarci storditi.

Sono giorni strani, questi.

Perché Niccolò è in piena ribellione ed io sono in pieno esaurimento nervoso.

Già di mio ho un gran bel caratteraccio, il minimo indispensabile di pazienza e un amplificatore di rotture di palle grazie al quale vedo ogni minimo fastidio come una minaccia per la vita.

Se poi ci aggiungiamo Niccolò che si butta sul pavimento picchiando i pugni e schiaffeggiandosi la faccia in modo isterico per qualsiasi idiozia, ripetutamente, per intere giornate, eccovi servito il mio cervello, frullato, in un bicchiere da cocktail.

Sabato ho avuto un attimo di smarrimento: mi sentivo molle e pesante, stanca e snervata. All’ennesima scenata di Niccolò, la mia testa ha avuto un black-out: ho scollegato i cavi, ho isolato il rumore delle urla, della TV, di mio marito che parlava al telefono e, senza dire nulla, mi sono chiusa in bagno. Ho aperto l’acqua bollente, ho versato i sali, l’olio ed il bagnoschiuma, mi sono spogliata e sono entrata in acqua.

Il tutto in assoluto isolamento da tutto ciò che mi circondava.

Fuori dalla porta del bagno c’era il caos, ma io non sentivo nulla.

Mi sono lasciata scivolare sotto il filo dell’acqua, lasciando fuori solo il naso, e sono rimasta così per quasi un’ora, cullata dal rumore ovattato del mio respiro che andava su e giù e dalle piccole fluttuazioni delle mie articolazioni sulla superficie dell’acqua.

È stato totalmente rigenerante.

Sono uscita da quel bagno come se non fosse mai successo nulla, come se mai avessi voluto nascondermi da tutto e da tutti solo per un pochino e come se non avessi mai desiderato di essere invisibile agli occhi di tutti per mezza giornata.

Sono uscita da quella porta, ho inspirato a pieni polmoni ed ho assaporato appieno il profumo della serenità.

[È durata cinque minuti, poi ho cucinato broccoli per cena e la poesia è svanita. Ma cinque minuti sono bastati a ricaricarmi le batterie. Adesso possiamo anche far tornare l’inverno, così nessuno si farà male].

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