[MAMMA PER CORTESIA NON LEGGERE QUESTO POST, passa a quello sul Calendario dell’Avvento o vai a leggere il bollettino della Parrocchia, fai la brava]. 

È venerdì sera, il momento perfetto per una bella uscita di coppia: una cenetta a due, una bottiglia di buon vino, due chiacchiere, due bicchierini in un locale e la previsione di una notte di sesso sfrenato e disinibito. Questo è quello che fanno più o meno tutte le coppie normali di questo mondo.

Poi ci sono io, che sono a casa da sola con il Nic a guardare per la trecentoduesima volta Il Viaggio di Arlo, pulendo pezzi di purè spalmato sul muro mentre mio marito è fuori a cena con gli amici.

Se non torna troppo ubriaco magari gliela do anche.

Ebbene sì, sono una mamma e faccio sesso.

Più di quanto immaginiate. Più di quando ero solo una giovane donna senza prole al seguito.

La maternità non rende frigide e non danneggia la vita di coppia, ascoltate una scema.

Conosco mariti che dopo aver assistito al parto hanno perso attrazione sessuale verso la moglie“. Oddio, diciamo che assistere al parto è quanto di più lontano dal romanticismo possa esistere e l’idea che tu possa aver fatto passare un tir dalla stessa strada che tuo marito ha percorso in triciclo fino al giorno prima non è il massimo della vita, ma credetemi se vi dico che dopo un mese di astinenza dovuta al post parto vostro marito avrà voglia di fare sesso con voi anche se avrete addosso il pigiama scolorito di flanella con l’elastico molliccio e le calze contenitive color carne frollata.

Troppo spesso mi imbatto in conversazioni legate al sesso che a mio avviso suonano più come giustificazioni che come reali problematiche legate alla gestione dei figli e la conservazione di un dignitoso rapporto sessuale con il proprio partner.

Anzitutto, passato il trauma del parto e le annesse conseguenze dovute all’episiotomia, le emorroidi e le lochiazioni (io non mi sono fatta mancare nulla) oppure al taglio cesareo, scacciate via la paura e rimontate in sella. O perlomeno provateci. Tante volte si tende a procrastinare il primo approccio sessuale dopo il parto più per un blocco psicologico che per un concreto problema fisico ancora non del tutto rimarginato.

E se sento male?” – beh, provare non costa nulla. Male che vada vi fermate e lo accontentate come si faceva da ragazzini. Vi capirà. Altrimenti avrete tutti i diritti di insultarlo.

Poi, altra cosa importantissima.

Non accomodatevi.

Perché meno lo fate, meno lo farete.

È vero, prima eravate liberi di fare sesso quando vi girava: dopo il lavoro, prima di cena in un impeto di passione mentre il sugo prendeva fuoco sui fornelli, sul divano la sera durante un film, il fine settimana a qualsiasi ora del giorno e della notte, in macchina in garage prima di rientrare in casa, a letto la domenica mattina, nella vasca da bagno col pomello dell’acqua calda ficcato in una chiappa, sotto la doccia col getto puntato nelle orecchie, e in tutti i luoghi e in tutti i laghi che vi venivano in mente o vi capitavano a portata di ormoni.

Ma proprio perché prima avevate la possibilità di scegliere quando e dove, adesso dovete fare tesoro di tutte le piccole occasioni che vi si presentano.

Dorme?! Fanculo la lavastoviglie da caricare o i panni da stendere, montate in sella che tutto il resto lo potete fare anche più tardi con il marmocchio che gira per casa.

È dai nonni?! Lanciate i vestiti sulla porta di casa e datevi da fare in tutti i posti che avevate dimenticato fossero possibili.

Avete un sonno marcio e avete dormito due ore la notte prima ma la creatura si è finalmente addormentata?! Dieci minuti di sesso, breve ma intenso, non hanno mai ucciso nessuno. E dieci minuti in più di sonno non vi faranno sparire gli occhi da panda, per cui tanto vale.

Insomma, dico io, sento un sacco di gente che si lamenta perché non scopa ma sono fermamente convinta che la colpa non sia da attribuire al fatto di aver generato prole.

E la stanchezza o la mancanza di tempo non sono valide come giustificazioni.

Certo, non avrete più la libertà di un tempo, non potrete più scegliere in quale angolo della casa fornicare ma dovrete accontentarvi del posto più lontano dal letto di vostro figlio, non potrete più imbagasciarvi con tacco 12 e baby doll e farvi cospargere di panna montata dall’ombelico in giù perché se poi vostro figlio si sveglia e lo andate a prendere vi sguscia fuori dalle braccia come un’anguilla, non potrete più decidere quando fare sesso cavalcando l’onda della passione ma dovrete accontentarvi di “Oh, guarda che finalmente dorme. Cosa facciamo? Mi spoglio?!“, non potrete più ansimare come la Sharapova alla finale degli Open di tennis e non avrete più la possibilità di restare nudi e crudi così come siete a meditare sulla prestazione da podio appena sostenuta.

Ma io sono dell’idea che l’appetito vien mangiando e che l’occasione fa l’uomo ladro per cui devo confessarvi che da quando io e mio marito siamo diventati genitori… va beh dai avete capito, che se poi davvero mia mamma legge questo post mi tritura le palle fino a domani mattina e si imbarazza pensando che le sue amiche potrebbero a loro volta leggere questo post e che sono una svergognata a parlare di sesso in pubblico.

Diciamo solo che, pur avendo limato in parte l’aspetto della durata, la quantità e la qualità sono ampiamente al di sopra delle aspettative e la soddisfazione è notevole.

Ascoltate me: meglio che lo facciano con voi col trucco sbavato e le macchie di latte sul reggiseno che con la barista in fondo alla strada o la collega mignotta con le labbra rifatte col materiale dei Baby Clemmy Clementoni.

Fidatevi, io vi ho avvisate.

Poi fate come vi pare, tanto la vagina è vostra.

Ma io vi garantisco che il sesso dopo i figli è ancora più bello di quello di prima. 

Altro che cinquanta sfumature di grigio!

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