Avete presente la famosa “sfida delle mamme” che circolava tempo fa su Facebook?

Tralasciando la componente terroristica con annessi moniti lanciati da più fronti sulla pericolosità di pubblicare foto dei propri figli su Facebook, mettendoli così a rischio di essere rapiti da improbabili cyberpedofili, io in tale sfida ci ho visto qualcosa di molto più pericoloso.

E non vi ho partecipato.

E sapete cosa ci ho visto di tanto pericoloso?

L’ennesima “sfida”, appunto, delle mamme.

Io posto quotidianamente quintalate di foto del Nic, per cui non giudico e non critico nella maniera più assoluta chi ha teneramente partecipato a tale iniziativa.

Ma punto il dito contro chi non perde occasione per vantarsi di quanto il proprio figlio sia perfetto, sminuendo gli altri.

Ormai mi sono frantumata le palle di dover rispondere alla domanda, che in realtà suona più come una presa per il culo, “Ah, ma non cammina ancora? Ma scusa, quanto tempo ha? No perché il mio patasfrullo a dieci mesi correva già come un fulmine!”.

Bene, mi fa piacere.

NO. Mio figlio ha quindici mesi. E non cammina ancora.

O meglio, cammina, corre, si arrampica, ma vuole ancora l’appiglio del dito mignolo, perché senza non si sente sicuro.

E non me ne frega un ciufolo se camminerà da solo tra un mese o più.

Ogni bambino ha i suoi tempi e l’ultimo dei miei pensieri è preoccuparmi sul perché sia “indietro” rispetto all’80% degli altri bambini.

Magari, senza che io nemmeno lo sappia, è avanti su altro.

Ma non mi interessa.

Non me ne vanto.

Mi basta vantarmi con me stessa di quanto sia incredibile ai miei occhi il mio bambino.

Di come lo vedano gli altri, invece, proprio non me ne curo.

Crescendo ho imparato che esistono tante categorie di persone cattive: i ragazzini strafottenti, i bulli, le colleghe vipere (non quelle di adesso, che se leggono poi mi bruciano la scrivania), le coetanee pettegole.

Ma, ora che sono mamma, mi rendo conto che non esiste categoria peggiore di quella, appunto, delle mamme.

Passeggi al parco e, ogni volta che incroci una mamma, ti accorgi che ti squadra dalle suole delle scarpe fino alle radici dei capelli: come sei vestita, come cammini, che passeggino hai, come hai vestito tuo figlio, che scarpe indossa e così via.

Fortunatamente sono circondata da amiche mamme dotate di buonsenso.

Ci si confronta, ci si scambiano opinioni e consigli, a volte si battibecca per divergenze d’opinione.

Ma è tutto nella norma.

Io però sono davvero stanca di chi vive la maternità come una gara.

Una gara dove ci si vanta per qualsiasi cosa, denigrando chi ha agito diversamente.

Trattando le altre mamme come fossero delle deficienti incapaci di crescere un figlio.

Una gara continua.

A chi ha avuto il travaglio più corto.

A chi ha avuto il travaglio più lungo e la forza di affrontarlo senza epidurale.

A chi ha allattato al seno.

A chi ha usato il latte artificiale.

A chi ha il figlio che dorme tutta la notte.

A chi ha il figlio che mangia da solo con forchetta e coltello.

A chi ha il figlio che dice già correttamente quaranta vocaboli.

A chi ha il figlio che usa già il vasino.

A chi ha il figlio che si pulisce già anche il culo da solo.

A chi ha il figlio perfetto.

E allora mi domando: ma perfetto per chi?

Ma da questa gara, care mamme affette da eccesso di orgoglio, con cosa ne uscite?

Esattamente, che cosa vincete?

Perché proprio non ci arrivo a capirlo.

Onestamente, sono piuttosto delusa da ciò che vedo e soprattutto da ciò che sento.

Credevo che esistesse una maggiore solidarietà.

Un sano scambio di pareri, consigli, suggerimenti.

Credevo che, diventando mamma, avrei avuto il supporto di chi, certe situazioni, le ha già affrontate.

Invece è stato l’esatto contrario.

Però mi sento di darlo io, a voi, un consiglio.

E ve lo do usando un banalissimo proverbio: “Chi si loda, si imbroda”.

No perché conosco una tizia che non faceva altro che vantarsi di quanto la figlia fosse brava a scuola, incredibile nello sport, giudiziosa, rispettosa, educata ed affidabile. La figlia perfetta che tutte le madri vorrebbero, a sentire questa adorabile signora. Poi, a quindici anni, la figlia perfetta è rimasta incinta. E la madre è sparita dalla circolazione.

Così, tanto per dire eh!

No perché non vorrete mica rischiare di sparire dalla circolazione anche voi!

Che poi, tutto sommato, non sarebbe questa grande perdita.

Anzi, ho la netta sensazione che il mondo diventerebbe un pochino più bello.

Il mondo delle mamme, se non altro.

Godetevi i vostri figli, circondateli di amore ed insegnategli il rispetto.

Quel rispetto che a voi, in primis, a quanto pare manca.

Il resto, sono solo cazzate!

Peace & Love!

[P.S. comunque il Nic non sa camminare da solo ma sa sorridere. Sempre. E a me basta questo per renderlo perfetto]

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